CERTIFICAZIONE DI QUALIFICAZIONE SPESE R&S

Con il “Decreto Semplificazioni” (DL 73/2022 art.23 co.2) pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 giugno 2022, è stata prevista l’introduzione di una “Certificazione preventiva” per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design. Tale certificazione ha carattere facoltativo.

LA FINALITA’

L’istituto, che ha come scopo quello di favorire l’applicazione in condizioni di certezza operativa del relativo credito d’imposta e quello di porre un freno agli scontri tra imprese beneficiarie del credito d’imposta e amministrazione finanziaria che contesta la legittimità del relativo utilizzo, che, in alcuni casi, si traducono in conflitti giudiziari, si sostanzia nella possibilità per le imprese di ottenere una certificazione che attesti la qualificazione degli investimenti effettuati o da effettuare ai fini della loro classificazione nell’ambito delle attività di:

  • Ricerca o sviluppo;
  • Innovazione tecnologica, compresa la c.d. innovazione tecnologica finalizzata al raggiungimento degli obiettivi di innovazione digitale 4.0 e di transizione ecologica;
  • Design o ideazione estetica.

CREDITI CHE POSSONO ESSERE OGGETTO DI CERTIFICAZIONE

La certificazione può riguardare

  • sia gli investimenti da effettuare nel prossimo futuro
  • sia gli investimenti già effettuati. Negli investimenti già effettuati rientrano sia quelli effettuati dal 2020 ad oggi sia (per effetto della Legge di conversione del c.d. Decreto Aiuti Ter) quelli effettuati, in vigenza della vecchia disciplina del Credito d’imposta Ricerca e sviluppo, dal 2015 al 2019.

Sono esclusi dalla procedura quegli investimenti, in cui l’utilizzo del relativo Credito d’Imposta sia stato contestato con processo verbale di contestazione.

VANTAGGI ED EFFETTI DELLA CERTIFICAZIONE

La certificazione esplica effetti vincolanti nei confronti dell’Amministrazione finanziaria (quindi non può essere contestata) in relazione alla sola qualificazione delle attività inerenti a progetti o sottoprogetti di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica e di design e ideazione estetica tranne nel caso in cui, sulla base di una non corretta rappresentazione dei fatti, la certificazione sia stata rilasciata per una attività diversa da quella concretamente realizzata.

COME RICHIEDERE LA CERTIFICAZIONE

L’impresa interessata, tramite la procedura informatica al seguente indirizzo https://certificazionicreditors.mimit.gov.it/, chiede al Ministero l’accesso alla procedura di certificazione, indicando il soggetto incaricato, selezionato tra quelli iscritti all’Albo, e comunicando la dichiarazione di accettazione del certificatore.  

A tal fine, l’impresa: 

  • accede alla procedura informatica tramite autenticazione con SPID o CIE o altra modalità indicata dalla medesima procedura;
  • inserisce le informazioni e i dati richiesti per la compilazione della domanda;
  • compila la scheda progetto, secondo uno schema predefinito disponibile sulla piattaforma informatica;
  • seleziona il certificatore tra quelli iscritti all’Albo;
  • scarica il modulo di domanda in formato “.pdf” immodificabile, generato da sistema, per la successiva apposizione della firma digitale;
  • carica il modello predisposto e controfirmato digitalmente per accettazione dal certificatore;
  • predispone il versamento dei diritti di segreteria pari a 252 euro.  

Il certificatore, entro 15 giorni dal rilascio all’impresa, comprovato da idonea documentazione, tramite la procedura informatica, trasmette la certificazione al Ministero, notiziandone contestualmente l’impresa.

Nei 90 giorni successivi il Ministero, nell’ambito dei controlli di cui all’art. l, comma 207 , della Legge n. 160 del 2019 e art. 4, comma 2, del D.P.C.M. 15 settembre 2023, può chiedere al certificatore, dandone notizia all’impresa, la documentazione tecnica, contrattuale e contabile rilevante ai fini della valutazione. 

CONTENUTO DELLA CERTIFICAZIONE

La certificazione deve contenere:

  • informazioni concernenti le capacità organizzative e le competenze tecniche dell’impresa richiedente la certificazione o dei soggetti esterni a cui la ricerca è stata commissionata, al fine di attestarne l’adeguatezza rispetto all’attività effettuata o programmata;
  • descrizione dei progetti o dei sottoprogetti realizzati, in corso di realizzazione o da realizzare e delle relative fasi;
  • motivazioni tecniche sulla base delle quali viene attestata la sussistenza dei requisiti per l’ammissibilità al credito d’imposta;
  • dichiarazione, sotto la propria responsabilità, del soggetto certificatore di non essere in situazioni di conflitto d’interessi, di non aver rapporto parentali, di non aver interessi economici nell’attività oggetto di certificazione, quindi situazioni che possono minare la terzietà del soggetto certificatore;
  • altri elementi utili a garantire la completa rappresentazione della fattispecie agevolativa.

MODELLI DI CERTIFICAZIONE

I modelli che il certificatore dovrà compilare per la corretta applicazione del credito d’imposta sono stati pubblicati con il decreto 5 giugno 2024 (allegato 1).

I soggetti certificatori devono utilizzare i modelli approvati per attestare che gli investimenti effettuati dalle imprese che richiedono il credito d’imposta rientrano effettivamente tra quelli agevolabili.

I SOGGETTI ABILITATI AL RILASCIO DELLA CERTIFICAZIONE

E’ disponibile dal 15 maggio 2024, al seguente indirizzo https://certificatoricreditors.mimit.gov.it/Consultazione l’elenco dei certificatori abilitati al rilascio delle certificazioni tenuto dal MIMIT.

Si possono iscrivere all’albo dei certificatori le seguenti categorie di soggetti:

Persone fisiche

  • con titolo di laurea idoneo rispetto all’oggetto della certificazione,
  • che non abbiano di subito condanne con sentenza definitiva o decreto penale di condanna
  • che abbiano svolto, nei tre anni precedenti la data di presentazione della domanda d’iscrizione, comprovate e idonee attività relative alla presentazione, valutazione o rendicontazione di almeno 15 progetti collegati all’erogazione di contributi e altre sovvenzioni relative alle attività di ricerca, sviluppo e innovazione;

Società di consulenza che svolgono professionalmente servizi di consulenza aventi ad oggetto progetti di ricerca, sviluppo e innovazione che oltre ai requisiti per le persone fisiche

  • a) abbiano sede legale o unità locale attiva sul territorio nazionale e siano iscritte al Registro delle imprese;
  • b) non siano sottoposte a procedura concorsuale e non si trovino in stato di liquidazione volontaria, liquidazione giudiziale, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente
  • c) non sono destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231

Previo il possesso dei requisiti precedenti possono iscriversi all’Albo dei Certificatori anche:

  • a) i centri di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0;
  • b) i centri di competenza ad alta specializzazione;
  • c) i poli europei dell’innovazione digitale;
  • d) le università statali, le università non statali legalmente riconosciute e gli enti pubblici di ricerca.

COSTO DELLA CERTIFICAZIONE

Oltre al costo del certificatore, i soggetti richiedenti sono tenuti al versamento di euro 252,00 per la certificazione.

La sostituzione del soggetto indicato per la certificazione non comporta l’obbligo di versare nuovamente tale importo.

Ad oggi il costo di tale certificazione non è agevolabile.

CERTIFICAZIONE DI QUALIFICAZIONE & ADEMPIMENTI GIA’ PREVISTI

La nuova certificazione preventiva a carattere facoltativo, non va confusa con:

1) la certificazione obbligatoria rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei costi che attesta

  • l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili 
  • la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa

Al revisore NON è chiesta alcuna valutazione di merito; pertanto il revisore non valuta l’aspetto tecnico dell’attività di R&S.

2) la relazione tecnica asseverata redatta dall’impresa che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta in relazione ai progetti o in corso di realizzazione.

3) la comunicazione ex ante ed ex post al GSE (precedentemente comunicazione al Mise)

La nuova certificazione trattasi pertanto di un ulteriore adempimento di carattere facoltativo in aggiunta agli adempimenti obbligatori già previsti dalla normativa.

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