il regime cd. “patent box”

QUADRO NORMATIVO

Il Patent Box è stato introdotto nel nostro sistema tributario dall’art. 1, commi da 37 a 45 della Legge 190/2014 ed è stato recentemente novellato dalla Legge di Bilancio 2022 (Legge 234/2021) che ha apportato rilevanti modifiche all’art. 6 del D.L. 146/2021. Chiarimenti sulla nuova disciplina sono stati forniti dall’Agenzia delle Entrate attraverso la circolare n. 5/2023 e il provvedimento 52642/2023.

Sostanzialmente, mentre il precedente Patent Box era basato su un meccanismo di detassazione dell’extra-profitto derivante dallo sfruttamento dei beni immateriali, il nuovo Patent Box si basa su una “super-deduzione” fiscale (ovvero, una maggiorazione ai fini del reddito d’impresa e dell’IRAP) dei costi di ricerca e sviluppo sostenuti sui beni immateriali agevolabili.

Si passa quindi da un’agevolazione basata sui redditi (vecchio Patent Box) ad un’agevolazione basata sui costi (nuovo Patent Box).

IL NUOVO PATENT BOX

L’articolo 6 del d.l. n. 146/2021 introduce un nuovo regime agevolativo opzionale, connesso alle spese sostenute nello svolgimento di attività di ricerca e sviluppo in relazione a software protetti da copyright, brevetti industriali e disegni e modelli giuridicamente tutelati.

BENEFICIARI

L’agevolazione è rivolta a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione e dal settore produttivo di appartenenza, incluse le stabili organizzazioni in Italia di residenti in Paesi con i quali è in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione e con i quali lo scambio di informazioni è effettivo.

I BENEFICI – IL REGIME ORDINARIO

E’ prevista una “super deduzione” fiscale grazie alla maggiorazione. ai fini delle imposte dirette e dell’imposta regionale sulle attività produttive, del 110% delle spese sostenute nello svolgimento delle attività rilevanti che riguardano i beni immateriali sopra richiamati, utilizzati direttamente o indirettamente nello svolgimento dell’attività di impresa.

Ciò significa che ogni 1.000 euro di spese agevolabili, l’impresa ne dedurrà 2.100 

L’agevolazione, in concreto, consente di conseguire un risparmio d’imposta pari al 30,69% delle spese agevolate (110% * 27,9%), liquidità netta risparmiata in tasse.

IL REGIME PREMIALE

Rivolto solo alle nuove privative ottenute a partire dal 2021

Consente di recuperare, nel periodo di imposta in cui un bene immateriale agevolabile ottiene un titolo di privativa industriale, le spese di ricerca e sviluppo, sostenute negli otto periodi di imposta precedenti, che hanno contribuito alla sua creazione, maggiorandoli del 110%.

Ciò significa, ad esempio, che per un titolo di privativa ottenuto nel corso del 2021 possono essere agevolate le spese sostenute sin dal 2013

REQUISITO FONDAMENTALE

È necessario che

  • l’impresa sia titolare del diritto allo sfruttamento economico del bene immateriale agevolabile e che vi investa al fine di svilupparne, rafforzarne e/o estenderne le potenzialità.
  • l’opzione sia esercitata dall’investitore che sia titolare dello sfruttamento economico del bene immateriale, e che il bene venga utilizzato direttamente o indirettamente nello svolgimento dell’attività d’impresa.

L’investitore è il soggetto che:

  • si fa carico dei costi per effettuare gli investimenti,
  • ne sopporta i rischi,
  • si avvale degli eventuali risultati.

Il riferimento al titolare dello sfruttamento economico del bene prescinde dalla titolarità giuridica dello stesso, potendo dunque accedere al nuovo Patent Box anche coloro che utilizzano il bene in forza di un contratto di licenza o sub-licenza purché questi assumano la veste di investitore ed esercitino le attività di ricerca e sviluppo ammissibili.

SPESE AMMISSIBILI

L’opzione è esercitabile a condizione che siano svolte attività di ricerca e sviluppo sostenuti in relazione a:

  • software protetti da copyright
  • brevetti industriali
  • disegni
  • modelli

Sono esclusi dal novero dei beni agevolati i marchi ed il know how, che avevano fortemente caratterizzato il precedente Patent Box.

Sono rilevanti ai fini dell’agevolazione le attività:

  • classificabili come ricerca industriale e sviluppo sperimentale ai sensi dell’articolo 2 del decreto Mise 26 maggio 2020;
  • classificabili come innovazione tecnologica ai sensi dell’articolo 3 del decreto Mise 26 maggio 2020;
  • classificabili come design e ideazione estetica ai sensi dell’articolo 4 del decreto Mise 26 maggio 2020;
  • di tutela legale dei diritti sui beni immateriali:

Ai fini della base di calcolo cui applicare la maggiorazione del 110%, rilevano le seguenti spese:

  • spese per il personale dipendente o come collaborazione impiegato per lo svolgimento dell’attività rilevanti;
  • quote di ammortamento, quota capitale dei canoni di locazione finanziaria, canoni di locazione operativa e altre spese relative ai beni mobili strumentali e ai beni immateriali utilizzati nello svolgimento delle attività̀ rilevanti;
  • spese per servizi di consulenza effettuate esclusivamente per le attività rilevanti;
  • spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività̀ rilevanti;
  • spese connesse al mantenimento dei diritti su beni immateriali agevolati, al rinnovo degli stessi a scadenza, alla loro protezione, anche in forma associata, e quelli relativi alle attività di prevenzione della contraffazione e alla gestione dei
    contenziosi finalizzati a tutelare i diritti medesimi.

ESIMENTE SANZIONATORIA

L’efficacia della c.d. penalty protection prevista dal nuovo regime patent box è subordinata al possesso della “documentazione idonea”, predisposta tempestivamente secondo le indicazioni fornite dal direttore dell’agenzia delle Entrate e contenute nel provvedimento 48243/2022, come modificato dal provvedimento 52642/2023, e alla sua comunicazione nei modelli dichiarativi.

La “documentazione idonea” consiste in un fascicolo documentale recante tutte le informazioni utili per verificare la corretta determinazione della maggiorazione del 110%.

L’efficacia dell’esimente sanzionatoria è subordinata alla tempestiva apposizione della firma elettronica con marca temporale al corredo documentale, a cura del legale rappresentante o di un suo delegato.

Il conferimento della data certa deve avvenire:

  • in via ordinaria, entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta cui si riferisce la maggiorazione del 110%, come previsto dal punto 11.2 del provvedimento 48243/2022;
  • in caso di presentazione della dichiarazione tardiva oppure integrativa/sostitutiva, entro la data di effettiva presentazione della tardiva o integrativa/sostitutiva e comunque, in relazione ai dichiarativi Redditi 2023, entro il 28 febbraio 2024 (90 giorni dal termine ordinario di presentazione), come chiarito dall’agenzia delle Entrate nella circolare 5/E/2023.

L’OPZIONE IN DICHIARAZIONE REDDITI

Il primo periodo d’imposta nel quale è possibile esercitare l’opzione nuovo Patent Box nella dichiarazione dei Redditi («regime ordinario») è quello di effettivo utilizzo del bene immateriale (potrebbe essere successivo rispetto all’ottenimento della privativa).

Nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta di esercizio dell’opzione, deve essere compilato il rigo OP21 (modelli Redditi SC/SP/ENC) o il rigo RS147 (modello Redditi PF), barrando le seguenti caselle:

  • «1», per esercitare l’opzione al nuovo regime patent box, in relazione ai beni immateriali indicati ai righi da RS530 a RS532;
  • «2», per comunicare il possesso della “documentazione idonea”.

Non è previsto nessun ruling con l’Agenzia delle Entrate

DURATA

L’opzione ha durata quinquennale, è irrevocabile e rinnovabile a scadenza ed è fruibile direttamente e autonomamente dal contribuente mediante autoliquidazione nella Dichiarazione dei Redditi.

CUMULABILITA’ CON IL CREDITO R&S

E’ prevista la possibilità di cumulo della maggiorazione del 110% con il Credito di Imposta R&S relativamente alle spese sostenute per la creazione di un bene immateriale, nel rispetto dei principi del divieto del doppio finanziamento e la regola della nettizzazione dei costi.

La regola della nettizzazione dei costi impone che, nell’ambito della disciplina del credito d’imposta R&S ex Art.1 comma 203, L.160/2019, “per le attività di ricerca e sviluppo previste dal comma 200, il credito d’imposta è riconosciuto […] in misura pari al 20 per cento della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili”. E la circolare 5/E/2023 conferma che il risparmio fiscale da Patent box rientra a pieno titolo fra le “altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo ricevuti”.

Di seguito, si propone un esempio per comprenderne meglio il complessivo meccanismo.

La società X sostiene spese R&S agevolabili per il 2020 pari a 50.000 euro. Pertanto:

  • Credito R&S 2020 (quindi prima del Patent Box) = 50.000 x 12% = 6.000 euro;
  • Beneficio Patent Box su spese 2020 = 50.000 x 110% x (24% IRES +3,9% IRAP) = 15.345 euro;
  • Credito R&S 2020 nettizzato con il Patent Box = (50.000 – 15.345) x 12% = 4.158,6 euro;
  • Minore credito R&S 2020 spettante = 6.000 (credito R&S prima del nuovo P.box) – 4.158,6 = 1.841,4 euro.

SCARICA PDF

Potrebbe Interessarti

Iscriviti alla
Newsletter

Rimani informato su tutte le novità
economiche fiscali, bandi e agevolazioni

SCOPRI

Contatti

SCARICA LA BROCHURE
CONTINUA A SCORRERE