TFM – TRATTAMENTO DI FINE MANDATO: la corretta procedura per l’ottimizzazione del carico fiscale

DEFINIZIONE

Questo acronimo identifica il trattamento di fine mandato: consiste in un compenso aggiuntivo, stabilito a priori dalla società, e che verrà attribuito all’amministratore nel momento in cui terminerà il mandato, per normale cessazione dei termini, per licenziamento o dimissioni.

Per certi aspetti è simile al trattamento di fine rapporto per dipendenti. Tuttavia, prevede una serie di caratteristiche uniche, oltre a delle regole da rispettare se vuoi dedurre questa spesa aziendale e ottenere benefici dal punto di vista della tassazione, come amministratore.

La presenza del TFM non è un obbligo di legge come per il TFR per i dipendenti. Ciò comporta che non tutti gli amministratori lo ricevono, ma solo nel caso in cui è stata prevista tale indennità.

Il TFM può essere utilizzato per tutte le società ad eccezione delle srl semplificate.

CHI STABILISCE IL TFM?

Il TFM è previsto dallo statuto o in fase di delibera dell’assemblea dei soci, nel rispetto del vincolo di ragionevolezza e congruità.

Risoluzione n. 124/E/2017 Ade: l’ammontare del TFM “è determinato, secondo criteri di ragionevolezza e congruità rispetto alla realtà economica dell’impresa“; nulla viene precisato con riferimento ad eventuali soglie di deducibilità.

REQUISITI PER LA DEDUCIBILITA’

L’articolo 105, comma 4, del DPR n. 917/86 (TUIR) consente la deducibilità dell’accantonamento per l’indennità di fine mandato degli amministratori. A differenza di quanto previsto per i compensi in natura fissa erogati agli amministratori, per i quali vige il criterio di cassa, la deducibilità delle quote di indennità di fine mandato è riconosciuta in base al principio di competenza, ovvero sulla base dell’importo maturato in ciascun esercizio. In pratica, la quota del trattamento di fine mandato degli amministratori può essere assimilata all’accantonamento annuo al TFR per i dipendenti.

Requisiti per la deducibilità per competenza:

  1. il diritto all’indennità risulti da atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto (atto costitutivo, autentica notarile, invio tramite pec della copia della delibera soci con successiva risposta di accettazione, ecc)
  2. il quantum sia predeterminato o, più plausibilmente, siano individuati i parametri di natura oggettiva che consentano di determinare l’importo in questione

In mancanza di tali requisiti, l’accantonamento è indeducibile per competenza. Questo significa che la deducibilità è ammessa solo in sede di effettiva erogazione (pagamento all’amministratore), quindi secondo il principio di cassa.

L’assenza di tali requisiti non comporta l’impossibilità di prevedere il TFM, ma come pocanzi detto sarà indeducibile per competenza e deducibile per cassa.

Questo aspetto è fondamentale nell’elaborare una pianificazione fiscale corretta

TASSAZIONE PER L’AMMINISTRATORE

In tutti i casi, la tassazione segue il criterio di cassa, con imposizione al momento della percezione.

  • Tassazione separata (applicando l’aliquota corrispondente al reddito medio del biennio precedente ovvero se più favorevole all’amministratore l’aliquota dell’anno di pagamento): se l’indennità risulta da un atto avente data certa anteriore all’inizio del rapporto
  • Tassazione ordinaria progressiva Irpef

TFM: STRUMENTO DI PIANIFICAZIONE FISCALE

La possibilità di attribuzione del trattamento di fine mandato all’amministratore di società di capitali rappresenta una possibilità di ottimizzazione fiscale che dovrebbe essere attentamente valutata da ogni azienda.

Il TFM consente agli amministratori la possibilità di fruire di un compenso differito nel tempo, il quale sarà oggetto di tassazione al momento dell’effettiva percezione, ovvero al termine del mandato. Allo stesso tempo la società erogante ha la possibilità di dedurre l’accantonamento stanziato secondo il principio di competenza.

FAC SIMILE DI PREVISIONE TFM IN FASE DI COSTITUZIONE

Si suggerisce di inserire nello statuto una previsione generica del TFM salvo poi indicare i criteri dettagliati nell’atto costitutivo, in modo tale da avere data certa ma allo stesso modo evitare di modificare lo statuto nel qual caso cambiassero i criteri, cosi da poter ricorrere ad altre modalità di attribuzione data certa in luogo della modifica statutaria (atto notarile).

“Agli amministratori potranno essere accantonate somme a titolo di trattamento di fine mandato anche mediante sottoscrizione di apposite polizze assicurative, il tutto nei limiti e con le modalità previste dalla vigente normativa in materia. L’importo di tale trattamento deve essere congruo e rispondere a criteri di ragionevolezza. I criteri che alternativamente la società potrà adottare sono i seguenti:

  • criterio 1
  • criterio 2

In ogni caso, la corresponsione (accantonamento) sarà soggetta a un successivo provvedimento assembleare che dettaglierà le ragioni e il merito della remunerazione dell’amministratore. Tale delibera quantificherà in maniera puntuale e precisa l’importo sulla base dei criteri oggettivi precedentemente stabiliti, tenendo debitamente conto dell’operato dell’amministratore e dei risultati effettivamente raggiunti”

ITER DI PREVISIONE TFM IN FASI SUCCESSIVE

Opzione 1 – Previsione TFM anteriore alla nomina

  1. Delibera assemblea di previsione del TFM con relativa quantificazione
  2. Invio tramite pec della copia della delibera soci con successiva risposta di accettazione, per apposizione data certa
  3. Delibera assemblea nomina amministratore con contestuale accettazione carica

Opzione 2 – Previsione TFM contestuale alla nomina

  1. Delibera assemblea dei soci di nomina amministratore subordinata ad accettazione del medesimo e contestuale previsione del TFM con relativa quantificazione
  2. Invio tramite pec della copia della delibera soci con successiva risposta di accettazione, per apposizione data certa
  3. Risposta dell’amministratore di accettazione carica, per rispetto del principio di anteriorità

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